Un edificio ottocentesco rinasce come centro direzionale, tra conservazione e nuova funzionalità
Nel cuore di Treviso, di fronte a Piazza Duomo, l’ex tribunale ottocentesco rappresenta una delle presenze architettoniche più riconoscibili del centro storico. Edificato nel XIX secolo secondo le logiche compositive e costruttive dell’epoca asburgica, il complesso ha subito nel tempo numerosi ampliamenti e sovrapposizioni che ne avevano compromesso la chiarezza tipologica e la qualità degli spazi. Il progetto interviene su questo patrimonio stratificato per restituirgli coerenza, continuità e una funzione contemporanea.
La visione alla base dell’intervento è quella di riordinare un sistema edilizio complesso senza cancellarne la storia. La struttura originaria – fatta di corti, logge, saloni di rappresentanza e percorsi distributivi regolari – viene riportata alla sua leggibilità grazie alla rimozione degli elementi incongrui e alla ricomposizione dei rapporti tra pieni e vuoti. Gli spazi interni, un tempo frammentati, vengono organizzati per accogliere uffici direzionali e aree espositive, reinterpretando la logica modulare delle aperture storiche per garantire flessibilità d’uso .
Il restauro conserva le superfici originarie, gli apparati decorativi e gli elementi lapidei, integrandoli con interventi puntuali di consolidamento strutturale. Le capriate lignee, le murature storiche e le volte vengono restaurate e messe in sicurezza, mentre gli impianti sono completamente rinnovati e integrati con discrezione, attraverso cavedi tecnici e soluzioni che non interferiscono con le geometrie esistenti. L’insieme degli ambienti è organizzato come una sequenza di spazi luminosi e modulari, adatti al lavoro, alla rappresentanza e alla fruizione culturale.
Il progetto comprende anche la riqualificazione delle corti interne e la realizzazione di un parcheggio ipogeo, che consente di restituire gli spazi esterni alla loro funzione pubblica. L’intervento rende così l’ex tribunale un nuovo polo urbano: un edificio storico che, attraverso un restauro rigoroso e misurato, diventa un luogo contemporaneo, capace di accogliere attività direzionali e culturali e di riattivare un intero frammento di città.